Quando ci si avvicina al mondo dell’orologeria vintage con spirito da vero collezionista, spesso si scopre che i tesori più affascinanti si nascondono nei dettagli meno noti: un logo dimenticato, una firma marginale, un nome che compare su un quadrante e che non si trova nei cataloghi principali. Berthoud Genève è uno di quei nomi che fanno brillare gli occhi agli appassionati, perché racconta una storia di qualità, di esportazione e di artigianalità svizzera, strettamente legata a quella di Universal Genève. Non è un marchio minore, ma un frammento prezioso di una genealogia che ha contribuito a costruire la reputazione della scuola ginevrina.
La storia inizia nel 1894 a Le Locle, dove Numa-Émile Descombes e Ulysse Georges Perret fondano la Universal Watch. All’inizio l’azienda produce casse, movimenti, corone, ma ben presto ambisce a creare orologi completi. Quando Descombes muore prematuramente nel 1897, entra in società Louis Édouard Berthoud, e il nome cambia in “Perret & Berthoud”. È qui che il cognome Berthoud diventa parte integrante del DNA di Universal: non come marchio separato, ma come partner industriale e co-fondatore della nuova fase della manifattura. Nel 1898 viene registrato il marchio “Universal Watch Extra”, e da allora la casa si specializza in cronografi e movimenti innovativi. È un periodo pionieristico, in cui l’orologeria svizzera sta costruendo la propria reputazione internazionale, e Perret & Berthoud ne sono parte viva.
Nel 1919 la società si trasferisce da Le Locle a Ginevra. È una scelta simbolica e strategica: Ginevra è il cuore pulsante del prestigio orologiero, la città che dà valore al marchio “Genève” e lo rende sinonimo di eccellenza. Negli anni ’20 e ’30 l’azienda evolve, brevetta movimenti automatici come l’Auto-Rem nel 1925, e si consolida come “Manufacture des Montres Universal, Perret & Berthoud S.A.”. Non più solo una fabbrica di componenti, ma una vera manifattura che produce in casa i propri orologi, in un momento in cui la Svizzera orologiera sta diventando un faro mondiale. Il nome Berthoud rimane parte integrante della ragione sociale, anche se sui quadranti si vede ormai più spesso la sola dicitura “Universal Genève”.
È proprio in questo contesto che nasce e si sviluppa il marchio Berthoud Genève come identità commerciale parallela. Per molti collezionisti contemporanei, gli orologi con questa firma rappresentano un mistero affascinante: sono Universal o non lo sono? La risposta è più sfumata. Berthoud Genève era una denominazione utilizzata per l’esportazione, in particolare verso mercati esteri come Paesi Bassi, Francia, Nuova Zelanda, Sud Africa o Iraq. Gli orologi prodotti in Svizzera dalla Universal venivano marchiati “Berthoud Genève” per ragioni di distribuzione commerciale, mantenendo la qualità e i movimenti della casa madre, ma con un’identità pensata per i mercati internazionali. In pratica, Berthoud Genève era una “Universal Genève” con passaporto straniero.
Molti di questi segnatempo montavano movimenti Universal, spesso il calibro 385 nei cronografi manuali, con casse in acciaio di 35 mm e quadranti che oggi mostrano una splendida patina naturale. Alcuni riportavano la scritta “Berthoud Genève Compur”, richiamando i celebri cronografi Universal Compur e Compax, e confermando una parentela diretta nella produzione. Gli orologi destinati all’esportazione mantenevano gli stessi standard di precisione e cura dei modelli Universal Genève, ma adottavano questa firma alternativa per motivi di marketing e di posizionamento nei mercati locali.
Per il collezionista, trovare un Berthoud Genève è come scoprire un parente dimenticato di una grande dinastia. Ciò che lo rende interessante non è solo la rarità del nome sul quadrante, ma il contesto storico che rappresenta. Questi orologi testimoniano il momento in cui Universal si espandeva a livello mondiale, ma lo faceva con intelligenza, adattando i marchi e le strategie di branding alle diverse culture. Dal punto di vista tecnico, i Berthoud Genève non hanno nulla da invidiare ai fratelli “ufficiali”: stessi calibri, stessa manifattura, spesso stesse casse. Dal punto di vista collezionistico, invece, offrono una combinazione irresistibile di fascino discreto, autenticità e rarità.
Gli appassionati più attenti riconoscono subito il valore di questi modelli. Il nome Berthoud, che per l’orologeria svizzera evoca anche la grande tradizione degli orologiai del XVIII secolo (Ferdinand Berthoud), aggiunge un ulteriore livello di prestigio storico, anche se il legame con quella famiglia non è diretto. Eppure, nel linguaggio della comunicazione orologiera dell’epoca, evocare quel cognome significava richiamare il rispetto per la scienza del tempo e per la precisione meccanica.
Collezionare Berthoud Genève oggi significa anche riscoprire la fase eroica di Universal Genève. Negli anni ’30-’50 la maison produceva alcuni dei cronografi più belli e innovativi della storia: Compur, Compax, Aero-Compax, Tri-Compax, fino alla Microtor e alla Polerouter disegnata da Gérald Genta. In quegli anni Universal Genève era considerata una delle migliori manifatture svizzere, al livello di Longines e di Omega, con una produzione raffinata e un approccio da vero costruttore. Gli orologi Berthoud Genève sono parte di quella stessa era, spesso nati dagli stessi tavoli da disegno e dagli stessi banchi di montaggio, ma destinati ad altri mercati.
Dal punto di vista del collezionista moderno, questi orologi offrono un eccellente rapporto fra valore e rarità. Non hanno ancora raggiunto le cifre da capogiro di alcuni Tri-Compax o Polerouter Sub, ma il loro fascino cresce man mano che gli appassionati ne riscoprono la storia. La cosa più bella è che, al di là del prezzo, ogni pezzo racconta una piccola epopea: la diffusione dell’orologeria svizzera nel mondo, la fine dell’epoca dei pionieri, la costruzione di un marchio globale.
Ovviamente, per chi intende acquistare un Berthoud Genève, valgono le stesse precauzioni di ogni collezione vintage. Bisogna verificare la corrispondenza del calibro, controllare le incisioni, accertarsi della provenienza e della coerenza tra cassa, quadrante e movimento. È importante distinguere i veri modelli Universal-derivati da eventuali repliche successive o riedizioni spurie. Il mercato dei cronografi d’epoca è pieno di sorprese, e solo uno sguardo esperto può riconoscere l’autenticità di un Berthoud originale.
Il bello di questi orologi, però, non sta solo nella meccanica o nella rarità, ma nel fascino della loro storia. Immaginare un cronografo Berthoud Genève venduto in una boutique di Auckland o di Amsterdam negli anni ’40, portato al polso di un viaggiatore o di un giovane aviatore, è come tenere in mano un frammento di quella Ginevra cosmopolita che esportava il suo sapere nel mondo. Ogni volta che carico la corona di un vecchio Berthoud, sento quel collegamento con l’epoca in cui l’orologeria era ancora un’arte viva, e non solo un’industria.
Per questo motivo considero il marchio Berthoud Genève non come una curiosità secondaria, ma come un capitolo importante della storia di Universal Genève. È un nome che parla di manifattura, di distribuzione globale, di attenzione al dettaglio e di eleganza funzionale. È la prova che, dietro ogni marchio dimenticato, può nascondersi una parte fondamentale del patrimonio orologiero svizzero.
In definitiva, un Berthoud Genève non è solo un orologio: è una finestra sul passato, un simbolo di quella Ginevra che costruiva il futuro del tempo. E per un collezionista, non c’è nulla di più bello che dare nuova vita a un nome che ha contribuito a scrivere la storia dell’orologeria.
Fonti:
universalgeneve.info – “History of Universal Genève”
time2tell.com – “The True Story of Perret & Berthoud – Manufacture des Montres Universal”
hairspring.com – “Berthoud Genève Compur”
ssongwatches.com – “Berthoud Genève Chronograph”
wilson55.com – “Universal Genève Watches”
Wikipedia (FR) – “Universal Genève”
Wikipedia (EN) – “Universal Genève”
dialicious.com – “Universal Genève History”
wiki.grail-watch.com – “Universal Genève Timeline”
Universal Genève / Berthoud Genève “Sector Dial”, cassa in acciaio
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